10 cose che nota un italiano a Parigi.

 

Parigi, la Tour Eiffel, Notre Dame, i macarons… ma cosa nota un italiano a Parigi?

1. Parigi è davvero cara? Sì, è cara davvero, dal biglietto dei mezzi allo street food. La vita quotidiana è cara nelle piccole cose.
2. Ristoranti italiani ovunque. Francesi e italiani si scontrano su tutto: calcio e sport in genere, cucina, vino, moda e tante altre cose. Eppure, le strade sono piene di ristoranti italiani, pasta e pizza sono pubblicizzate per attrarre i clienti ovunque.
3. I Francesi sono gentili, o quanto meno disponibili. Purtroppo, ci tocca ammetterlo, i francesi se ti vedono smarrito davanti alla mappa dei mezzi si fanno avanti e provano ad aiutarti. Ovviamente, in francese ma ci arriveremo più avanti.
4. L’ inglese? Non serve a nulla. Uno dei luoghi comuni sulla Francia è che i francesi non parlino per nulla l’inglese e non lo capiscono. O forse fingono ma spero di no. Sarà un residuo della guerra dei cent’anni, sarà la grandeur tipica d’oltralpe però conoscere l’inglese non basta per farti capire, neanche in hotel, bar e ristoranti.
5. Brutta, bella, bellissima. Ovvero, come cambia la percezione della Tour Eiffel a seconda delle condizioni atmosferiche. Con il cielo nuvoloso è una cosa triste, un ammasso di ferraglia ben congegnato ma nulla più. Con il sole già comincia ad essere molto bella, ma la vera meraviglia è la Torre illuminata la sera… probabilmente l’ammasso di ferraglia più bello al mondo.
6.Il burro… ovunque. Ebbene sì, il vero re della cucina francese è il burro, almeno nella pasticceria. Che siano croissant, brioche, macarons, è difficile evitare il burro nella tipica colazione francese.
7.L’espresso francese fa schifo. E qui, in realtà, la colpa, se di colpa si può parlare, è nostra. Siamo abituati fin troppo bene e abbiamo la cultura del caffè espresso. In Francia, come nel resto mondo, trovarne uno buono è quasi impossibile. Non fidatevi né delle macchinette o dei caffè italiani né delle caffetterie costose. Puoi anche pagare 3,50€ per dell’acqua sporca.
8. Pigalle e i suoi sexy shop. Attorno al celeberrimo Moulin Rouge (sempre e comunque sold out) è tutto un proliferare di gentlemen club e negozi a luci rosse, che vanno da squallido a curatissimo. Una densità considerevole.
9. Il gioco delle tre carte. Come la gente riesca ancora a cascarci è un mistero. Come se qualcuno si mettesse a regalare soldi per strada. Il trucco è semplice, un “croupier” che manovra i tre coperchi e la pallina e una schiera di complici che vincono e perdono a piacimento per poi
accalappiare il malcapitato che si lascia convincere a scucire i suoi 50 euro per vincerne 100. E mentre li prende dal portafoglio il croupier cambia le carte in tavola. A Parigi è pieno e la gente ci casca ancora.
10. La Bastiglia non esiste. Non mi sono mai sentito così ignorante come dopo aver fatto 2 km per arrivare a Place de la Bastille e scoprire che in realtà non esiste più. È stata distrutta per ricavarne materiali edili subito dopo il famoso 14 Luglio 1789. Ma i libri di storia non lo dicono.
Giuseppe Prontera
10 cose che nota un italiano a Parigi.ultima modifica: 2016-11-19T12:30:21+00:00da pro276
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